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6月19日 SoTOtErRaA:<<Mi scusi...ma tutte quelle immagini che si vedono in tv rispecchiano la realtà?Cioè...veramente avete tutta quell'immondizia per strada?>>
I:<<Si>>
A:<<Poverini...>>
I:<<Sarebbe meglio avere compassione per coloro che portano macigni di colpe sulle spalle,le nostre sono solo pietre a confronto...>>
A:<<Si però la puzza la subite voi!>>
...
1月25日 Test:Evidenzia le cose che hai fatto:
-Ho guardato per intero un telegiornale (Studio Aperto non è considerato tale)
-Ho scritto un testo riguardo un problema sociale
-Ho usato in modo corretto il congiuntivo in una frase
-Ho letto un libro
-Ho letto più di un libro
-Ho letto 3 metri sopra al cielo
-Ho visto un documentario in televisione
-Ho visto un programma di Maria De Filippi in televisione
-Conosco il pensiero di almeno un filosofo al punto di poterne discutere anche in modo critico
-Conosco la storia per sommi capi
-Vado regolarmente a messa dichiarandomi cattolico
-Ho usato l'espressione "TADB"
-Conosco qual è la capitale d'Italia
-Ho chiesto permesso prima di passare
-Conosco il nome del Papa attuale
-Leggo abitualmente il giornale
-Mi sono affacciato dal finestrino dell'autobus chiamando il mio amico sul motorino che procede dietro
-So dire una frase in lingua italiana senza usare il dialetto
-Conosco il percorso che ha fatto il governo fino ad oggi
-Conosco il nome dell'attuale presidente della repubblica
-Possiedo un paio di ReyBan
-Ho chiesto ad un ragazzo di potergli "diventare amica" attirando l'attenzione con un psss
-Ho ascoltato almeno una volta i Queen
-Ho ascoltato almeno una volta Gianni desiderio
-Sono entrato nella Feltrinelli
-Ho ascoltato almeno una volta De Gregori
-Ho visto un film di De Laurentis
-Ho visto almeno un film di Woody Allen
-Sono andato a teatro per interesse personale (non con la scuola)
-Ho visto una commedia napoletana
-Guardo abitualmente il programma "Uomini e donne"
-Ho terminato o comunque frequento le scuole superiori
-Conosco la trama di beatiful
-Conosco la trama dei Promessi Sposi
-Sono solito trascorrere il sabato sera passeggiando per Via Leonardo Da Vinci
-Ho scritto una poesia
-Ho letto dei versi della Divina Commedia(anche solo il primo canto dell'inferno)
-Conosco le opere più importanti di Petrarca Dante Boccaccio Pascoli Leopardi Pirandello...I grandi insomma(Forse non tutti
-Ho visto la saga de"Il Padrino" non perchè "è bell e fà parià" (Solo il primo
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[Test in costruzione,si accettano consigli] 1月23日 Il gigante egoistaOgni pomeriggio, appena uscivano dalla scuola, i bambini avevano l'abitudine di andare a giocare nel giardino del Gigante.
Era un grazioso e vasto giardino, con erba soffice e verde. Qua e là sull'erba c'erano bellissimi fiori che sembravano stelle, e dodici alberi di pesco che in primavera fiorivano di bianco e rosa, e in estate davano frutti succosi. Gli uccelli si posavano sugli alberi e cantavano così dolcemente che i bambini interrompevano i loro giochi per ascoltarli. "Come siamo felici qui!" gridarono gli uni agli altri. Un giorno il Gigante tornò. Era stato a visitare suo fratello, l'Orco di Cornovaglia, e si era trattenuto con lui per sette anni. Dopo sette anni aveva detto tutto quanto aveva da dire e si era deciso a ritornare nel suo castello. Quando arrivò, vide i bambini che giocavano nel giardino. "Che cosa state facendo laggiù?" gridò con voce burbera, e i bambini scapparono via. "Il mio giardino è mio!",proclamò il Gigante, "chiunque può capirlo, e non permetterò a nessun altro di giocarci". Così vi costruì un alto muro tutt'intorno, e mise un cartello: VIETATO L'INGRESSO Era veramente egoista quel Gigante. I poveri bambini ora non avevano un posto dove giocare. Provarono a giocare sulla strada, ma la strada era veramente sporca e piena di polvere e sassi acuminati, e a loro non piaceva. Erano soliti gironzolare intorno alle mura invalicabili dopo l'orario di lezione, parlando tra loro dello stupendo giardino all'interno. "Come eravamo felici lì!" si dicevano. Poi arrivò la Primavera, e in tutto il paese spuntarono deliziosi fiorellini sui quali svolazzavano gli uccellini novelli. Soltanto nel giardino del Gigante Egoista era ancora inverno. Gli uccelli non si preoccupavano di cantare perché non c'erano i bambini, e gli alberi si dimenticarono di fiorire. Un solo bellissimo fiore mise la sua testolina fuori dall'erba, ma quando vide il cartello fu così dispiaciuto per i bambini che si infilò nuovamente nella terra, e ritornò a dormire. I soli contenti furono la Neve e il Gelo. "La Primavera ha dimenticato questo giardino esclamarono, cosicché noi potremo viverci tutto l'anno". La Neve coprì l'erba con il suo grande mantello bianco, e il Gelo dipinse d'argento tutti gli alberi. Quindi invitarono il Vento del Nord a stare con loro, ed egli venne. Era avvolto in una pelliccia, e ruggì dal mattino alla sera nel giardino, e abbatté i comignoli. "Questo è un posto piacevolissimo",disse, "dobbiamo invitare la Grandine". E la Grandine arrivò. Ogni giorno per tre ore questa crepitò sul tetto del castello finché non ebbe rotto la maggior parte delle tegole, e allora si mise a correre senza mai fermarsi intorno al giardino, più forte che poteva. Era vestita di grigio, e il suo alito era di ghiaccio. "Non capisco proprio come mai la Primavera tardi così tanto ad arrivare", disse il Gigante Egoista guardando dalla finestra il suo giardino freddo e coperto di neve, "spero che il tempo possa cambiare presto". Ma la Primavera non arrivò, e nemmeno l'Estate. L'Autunno portò frutti dorati in tutti i giardini ma non in quello del Gigante. "E' troppo egoista" disse l'Autunno. Così là era sempre Inverno, e il Vento del Nord, la Grandine, il Gelo, la Neve danzavano qua e là fra gli alberi. Una mattina il Gigante stava disteso nel suo letto, sveglio, quando sentì una musica dolcissima. Gli sembrò così dolce che pensò dovessero essere i musicanti che passavano. In realtà era soltanto un piccolo fanello che cantava davanti alla finestra, ma era da tanto tempo che non sentiva cantare un uccello nel suo giardino, che quella gli sembrò la musica più soave del mondo. Allora la Grandine smise di ballargli sulla testa, e il Vento del Nord cessò di ruggire, e un delizioso profumo entrò attraverso i battenti aperti. "Credo che sia veramente arrivata la Primavera" disse il Gigante; e saltò giù dal letto per guardar fuori. Che cosa vide? Vide una scena stupenda. Da un piccolo buco nel muro i bambini si erano insinuati nel giardino, e stavano seduti sui rami degli alberi. Su ogni albero che poteva vedere c'era un bambino. E gli alberi erano così felici di avere di nuovo i bambini con loro, che si ricoprirono di germogli, e agitavano delicatamente i rami sulla testa dei bambini. Gli uccelli stavano volando qua e là cinguettando allegramente, e i fiori occhieggiavano tra l'erba verde e ridevano. Era una scena deliziosa: solo in un angolo era ancora inverno. Era l'angolo più lontano del giardino e lì un bambino stava dritto in piedi. Era così piccolo che non riusciva a raggiungere i rami degli alberi, e vi girava tutt'intorno, piangendo amaramente. Il povero albero era ancora coperto di neve e gelo, e il Vento del Nord soffiava e ruggiva tutt'intorno. "Sali, bambino!" disse l'albero, e piegò i rami più che poté; ma il ragazzo era troppo piccolo. E il cuore del Gigante a quella vista si squagliò immediatamente. "Come sono stato egoista!" esclamò. "Ora so perché la Primavera tardava a venire. Metterò quel povero bambino in cima all'albero, e destinerò per sempre il mio giardino ai giochi dei bambini". Era davvero molto dispiaciuto per quello che aveva fatto. Così scese furtivamente e aprì senza rumore il portone di fronte, uscendo dal giardino. Ma quando i bambini lo videro si spaventarono talmente che scapparono via, e nel giardino ritornò l'Inverno. Soltanto il bambino più piccolo non fuggì perché aveva gli occhi così pieni di lacrime che non poté vedere il Gigante avvicinarsi. E il Gigante gli si avvicinò da dietro, lo prese gentilmente per mano e lo sollevò sull'albero. E l'albero fece immediatamente sbocciare i fiori, e gli uccelli si posarono cantando sui rami, e il bambino tese le braccia e le gettò al collo del Gigante e lo baciò. E gli altri bambini, quando videro il Gigante che non era più cattivo come un tempo, tornarono di corsa e con loro tornò la Primavera. "Bambini, il giardino è vostro ora" disse il Gigante, e prese una grande scure e abbatté il muro. E alle dodici, quando la gente uscì per andare al mercato, trovò il Gigante che giocava con i bambini nel giardino più bello che avessero mai visto. Tutto il giorno giocarono e la sera tornarono dal Gigante a salutarlo. "Ma dov'è il vostro piccolo compagno?" domandò, "il bambino che ho messo sull'albero". Il Gigante lo amava più di tutti gli altri perché era stato lui a baciarlo. "Non lo sappiamo" risposero i bambini, "è andato via". "Dovete dirgli di stare tranquillo e di venire domani" disse il Gigante. Ma i bambini risposero che non sapevano dove abitava, e che non l'avevano mai visto prima di allora; e il Gigante si sentì molto triste. Tutti i pomeriggi, quando la scuola terminava, i bambini venivano a giocare con il Gigante. Ma il bambino che il Gigante amava non si fece mai più vedere. Il Gigante era gentilissimo con tutti i bambini, eppure quel suo piccolo primo amico gli mancava moltissimo, e chiedeva spesso sue notizie. "Come vorrei vederlo ancora!" era solito ripetere. Passarono gli anni, e il Gigante divenne molto vecchio e debole. Non poteva più partecipare ai giochi, così, seduto su una grande poltrona, si limitava ad osservarli e ad ammirare il giardino. "Ho tanti fiori bellissimi ma i fiori più belli di tutti sono i bambini" esclamava ogni tanto. Una mattina d'inverno guardò fuori dalla finestra mentre si vestiva. Ora non odiava più l'Inverno, perché sapeva che era semplicemente la Primavera addormentata, e sapeva che i fiori si stavano solo riposando. Improvvisamente si strofinò gli occhi e guardò con meraviglia. Era certamente una visione incredibile. Nell'angolo più nascosto del giardino c'era un albero completamente coperto di fiori bianchi. I suoi rami, dai quali pendevano frutti d'argento, erano interamente d'oro, e sotto c'era il bambino che il Gigante aveva amato. Il Gigante corse al piano inferiore, con il cuore colmo di gioia, e uscì in giardino. Attraversò velocemente il prato e si diresse verso il bambino. Quando arrivò vicino al suo viso, si fece rosso dall'ira, e chiese: "Chi ha osato ferirti?" Sulle palme delle mani del bambino c'erano i segni di due chiodi, e i segni di due chiodi erano anche sui suoi piedini. "Chi ha osato ferirti?" gridò il Gigante, "dimmelo affinché io possa prendere la mia grande spada e ucciderlo". "No!" rispose il bambino, "queste sono le ferite dell'Amore". "Chi sei tu?" domandò il Gigante, mentre uno strano timore lo prendeva, e si inginocchiò davanti al bambinetto. Il bambino sorrise al Gigante e gli disse: "Tu una volta mi hai permesso di giocare nel tuo giardino, oggi verrai con me nel mio giardino, che è il Paradiso". E quando i bambini, quel pomeriggio, vennero a giocare trovarono il Gigante che giaceva morto sotto l'albero, tutto coperto di fiori bianchi. Oscar Wilde1月13日 BDBFOgni tanto noi donne ci lasciamo andare in parole e discorsi che l'uomo non sempre riesce a capire...ma non è un male.D'altra parte se non fosse così non ci sarebbe alcuna differenza tra uomo e donna il che porterebbe il mondo alla rovina
1月12日 :'(E lui se ne andò...mi lasciò sola come un germoglio in pieno inverno...
E la mia irrazzionale ira mi convinse a prendere tutti i ricordi che lui mi facevan vanir in mente,
e li bruciai,come si fa con la legna vecchia in un falò di mezza estate...
ed ora che l'ira ha abbandonato la mia mente è il rimpianto a farsi spazio...
rimpianto di aver perso ogni cosa che all'epoca mi recava felicità...
ed ora,ora che neanche i suoi ricordi sono con me,sono costretta a camminare su un terreno friabile
alla ricerca di nuovi ricordi che possano fungere da ponte verso una nuova luce,
una nuova libertà...
BdS 1月10日 ^o)Zarathustra (...) parlò così: <<L'uomo è un cavo teso tra la bestia e il superuomo, un cavo al di sopra di un abisso. Un passaggio periglioso, un periglioso essere in cammino, un periglioso guardarsi indietro e un periglioso rabbrividire e fermarsi. La grandezza dell'uomo è di essere un ponte e non uno scopo: nell'uomo si può amare che egli sia una transizione e un tramonto. Io amo coloro che non sanno vivere se non tramontando, poiché essi sono una transizione. Io amo gli uomini del grande disprezzo, perché essi sono anche gli uomini della grande venerazione e frecce che anelano all'altra riva. Io amo coloro che non aspettano di trovare una ragione dietro le stelle per tramontare e offrirsi in sacrificio: bensì si sacrificano alla terra, perché un giorno la terra sia del superuomo.>> Un uomo che disprezza il proprio benessere dedicando tutto se stesso nell'impresa di riuscire a domare la Natura e sostituirsi così all'idea di Dio che un tempo abitava le menti... ...Dio non esiste più???... 1月9日 -_-Sarebbe bello se persone a cui è stato assegnato il dono dell'intelligenza
ogni tanto riuscissero a godersi la vita come a chi è risparmiato il "fastidio" di essa...
...proprio come una bolla di sapone che resta sempre intatta
continuando imperterrita il suo viaggio,
e che, ogni tanto, desiderebbe scoppiare
come fanno tutte le sue simili...
B.d.S. |
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